sabato 5 gennaio 2013

PRETESTI



Non so voi, ma a me piace guardare i film senza audio, qualche volta. Se potessi separare la voce da tutto il resto, sarebbe l'ideale; soltanto immagini, musica e rumori, senza parole. Per non capire. Quantomeno, per lasciare che mi sfugga il primo livello di lettura del film. Perché le trame dei films non sono importantissime; sono pretesti per raccontare altro, contenuti più intimi e pertanto più alti che non una semplice storia. Così le trame dei romanzi, i testi delle canzoni, i soggetti dei quadri. Così anche per la fotografia. In fondo credo che i soggetti immortalati dall'obiettivo siano una scusa per sussurrare tra le righe qualcos'altro di più intrigante, più sorprendente, più coinvolgente. Cioè: più si sa usare il soggetto come pretesto per raccontare altro contenuto, più si fa grande fotografia.



KODACHROME - PH.  LUIGI GHIRRI


4 commenti:

  1. Forse la tua ultima sentenza è applicabile all'arte in generale, oltre alla fotografia... mah, uno di questi giorni magari provo anch'io a togliere l'audio, ma così, sui due piedi, credo che ne valga la pena solo per poche pellicole. Salut! :)

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  2. Qualche volta, mica sempre. Anche i pretesti hanno la loro utilità.

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  3. Sai una cosa?
    Di solito mi piace tenere la tv accesa senza volume.
    La lascio cosi, quasi tutto il pomeriggio e la sera.
    Mi piace vedere le immagini con la coda dell'occhio mentre studio, mentre sono al pc, mentre cucino.
    Mi rilassa.

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  4. Ma la cosa più bella, lasciatemela dire, è vedere la pubblicità senza audio. Oltre ad essere divertente è anche molto istruttiva, e lo ritengo un ottimo esercizio per capire meglio come la pubblicità comunica. Riguardo alle fotografie, a volte è bello intuire cosa non ci mostrano...

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