domenica 15 marzo 2015

Una domenica a Firenze


Sto tornando in treno da Firenze. 
Per una volta da turista. 
Sempre affascinante Firenze.
Ancora di più se guardata con l'occhio meravigliato del turista. 



Bene, da turista, oggi a Firenze ho visto lo stato della fotografia italiana. Già perché, in una città così, con il suo giro di turisti stranieri e, più in generale, di turisti dalle possibilità economiche elevate e predisposti a spendere per l'eccellenza italiana, si dovrebbero vedere ovunque eleganti ateliers di fotografi ritrattisti, con in vetrina splendide e grandi stampe fine art di grande livello. Non i vecchi negozi di vendita fotocamere e rullini, ma altissima ritrattistica, a fianco dei Gucci, dei Ferragamo, degli Armani. 

Invece, l'unico segno fotografico evidente, in giro per Firenze, sono i venditori di aste da selfie, davvero il gadget del momento. 





La fotografia a Firenze, come in tutta Italia, aveva dignità più alta con i fotografi ambulanti che scattavano foto ricordo ai turisti con i piccioni, sotto il telo nero della macchina a lastre di parecchi anni fa. Non per colpa delle aste da selfie o degli smartphone, ma per disarmante mancanza   di fotografi.




venerdì 27 febbraio 2015

Festa-inaugurazione CERATI 5.4



Festa-inaugurazione della mostra fotografica

"RITRATTI"

di Davide Cerati

Domenica 8 marzo alle ore 18.00

Sala Consiliare del Comune, via Sant'Arialdo 4
CUCCIAGO (CO)

Allora: l’8 marzo 2015 è una domenica. E’ la festa della donna, come tutti gli anni. E come ogni 365 giorni, l’8 marzo è anche il mio compleanno. Quindi ho deciso di fare una festa, a cui tutti sono invitati. 

Domenica 8 marzo 2015, perciò, alle ore 18.00, inaugurerò una mia mostra fotografica, “Ritratti”, a Cucciago (CO), nella Sala Consiliare del Comune, in via Sant’Arialdo 4. 

Dentro la ex chiesetta delle suore, dalla quale è stata ricavata la Sala Consiliare, ci sarà una selezione di ritratti che ho realizzato negli anni per usi commerciali, privati e per ricerca personale, stampati su belle carte fine art, appesi al pubblico “in purezza”; senza cornici ne supporti. 

Fuori c’è un bel terrazzamento che a quell’ora, e speriamo con il sole, dovrebbe essere piacevole e rilassante. Ci saranno il pane e salame, il vino rosso e la fisarmonica del Pietro. Insomma, quasi una festa di paese, informale, alla buona, tra amici e per gli amici. Ci sarà anche qualche copia del mio libro “Angeli”, che firmerò a chi lo vorrà. 

Siete tutti invitati! ingresso libero.


Qui il video di presentazione:

http://vimeo.com/120806545







domenica 11 gennaio 2015

"ANGELI", libro fotografico; ritratti di angeli di Davide Cerati

E’ finalmente disponibile la ristampa del libro “Angeli” di Davide Cerati,  ritratti di Angeli dal 2003 al 2014. Rispetto alla prima edizione ci sono più pagine, più immagini, un formato leggermente più grande, la copertina rigida. E’ disponibile per l’acquisto online a questo link:  http://www.hummingphoto.com/davide-cerati-angeli.html
Nel mese di gennaio sarà disponibile al prezzo speciale di 25 euro invece che 40.


Enfin disponible la nouvelle édition du livre “Angeli”, Davide Cerati, portraits des Anges,2003-2014. Par rapport à la première édition il ya plus de pages, plus de photos, une taille légèrement plus grande, la couverture rigide. Il es disponible à l'achat en ligne à ce lien: http://www.hummingphoto.com/davide-cerati-angeli.html
En Janvier sera disponible au prix spécial de 25 € au lieu de 40.
Finally available the reprint of the book "Angels" by Davide Cerati, portraits of the Angels from 2003 to 2014. Compared to the first edition there are more pages, more pictures, a slightly larger size, hardcover. Available for purchase online at this link: http://www.hummingphoto.com/davide-cerati-angeli.html
In January available at special price: 25 € instead 40.



Angeli
by Davide Cerati
22x22 cm - 60 pages
Hardcover





martedì 22 luglio 2014

ANGES Mostra fotografica di Davide Cerati





VIDEO DELLA MOSTRA 



ANGES

Mostra fotografica di Davide Cerati

Musée église Saint-Nazaire
Bourbon-Lancy, Francia
dal 13 luglio al 15 settembre 2014

Eté des Portraits 2014

Angeli. Belli o brutti, buoni o bastardi, introversi o arroganti, molto spesso inquieti, fragili, lievi. Tutti diversi uno dall’altro, ognuno cresciuto dentro un film diverso, ognuno destinato a futuri differenti. 

“Angeli” è un progetto di ricerca personale di Davide Cerati, iniziato nel 2003 e destinato a non avere una fine. Sono nati, in genere, dentro lo studio, spesso durante veloci attimi di fine set. Lì sono cresciuti e hanno vissuto la metamorfosi che li ha portati in vita. A volte escono dall’archivio di Davide e volano da qualche parte, rendendosi visibili al pubblico: sono stati esposti più volte in Italia, in forme e modalità diverse. Ora sono volati in Francia, in Bourgogne, per materializzarsi in una nuova apparizione nella bellissima chiesa romanica diventata museo, nell'ambito del Festival internazionale "Eté des portraits". Alcuni su grandissimi veli semi-trasparenti, appesi nel vuoto della navata centrale, altri stampati su carte fine-art artigianali, realizzate a mano appositamente per Davide da un mastro cartaio italiano, su specifiche indicazioni dell’autore. 



I miei angeli sono già stati esposti in Italia, in forme più tradizionali, ma erano dieci anni che aspettavo l'occasione per esporli al pubblico così, e in un luogo affascinante come questo. Un progetto per il quale ho lavorato molto; un momento e una forma di esposizione ( le grandi garze semi-trasparenti, le carte a mano, l'integrazione tra le mie immagini e le statue, i quadri ) desiderati per tanti anni. Tutto è stato magico, dal complesso allestimento all'inaugurazione affollata, dalla presenza di tanti amici all'atmosfera incredibile. Ho apprezzato, con infantile compiacimento, gli occhi umidi di una signora davanti ai grandi veli, alle note di Mozart e Debussy, al profumo di incenso che sapeva di sottobosco umido. 
E l'affetto dei francesi... David Seratì... come mi piace quando i francesi mi chiamano David Seratì!  :)


domenica 16 marzo 2014

ADV PORADA

Le mie fotografie realizzate per la campagna pubblicitaria
 "Learn, Live, Dream" di PORADA, azienda di arredamento.

Cartoline dall'Italia 

 A breve i backstage



 Mandello del Lario (LC)



Cento (FE)



Barano d'Ischia (NA)



Greve in Chianti (FI)



Como 



Milano  











lunedì 3 marzo 2014

IL FOTOGRAFO NOIOSO

Sì, lo so, scrivo dei post troppo lunghi; eccessivi viste le velocità di oggi. I miei figli mi dicono che è una logica vecchia perché, tanto, nessuno più si ferma a leggere interventi così lunghi. Mi dicono che bisogna sfruttare la sinteticità di Twitter, lanciare piccoli sassolini nei social network. Li capisco. Non ci resto male per le loro osservazioni.

Ma io di mestiere faccio il fotografo e lavoro con le immagini. Su quel campo di battaglia so essere sintetico; anzi, ho scelto la fotografia proprio perché consente la sintesi. 


Quando scrivo, invece, mi piace sviluppare un discorso, approfondire, sminuzzare l'argomento. Non mi guadagno da vivere con la scrittura e quindi posso permettermi di annoiare il mio piccolissimo pubblico, perdendone la più parte dopo poche righe. Amen.


Se invece qualcuno riesce a arrivare fino in fondo, vorrà dire che l'argomento lo interessava e quindi ci rincoglioniremo un po' insieme come fanno i vecchi che discutono davanti ai cantieri stradali, o come certi signori vintage, sorseggiando un bicchiere di whisky torbato al circolo.

domenica 2 marzo 2014

IL FOTOGRAFO INUTILE

Mi fanno sorridere gli interventi che tendono a indicare nell'avvento del digitale la responsabilità di una crisi sempre più galoppante del mondo fotografico professionale, tale da metterne in dubbio la sopravvivenza. "Il digitale è la morte della fotografia"; "Con il digitale tutti si sentono fotografi"; "E' diventato troppo facile fotografare". 

Mah... per quello che riguarda il mezzo, per me è cambiato soltanto il supporto. La fotografia come strumento per costruire Comunicazione è rimasta uguale: una forma di linguaggio che serve a raccontare le proprie storie o la propria visione del mondo. Certo è più facile fotografare oggi che dieci o venti anni fa. Ma quanto è stato più facile ottenere risultati tecnicamente validi per i fotografi negli anni '80, rispetto a chi viveva di fotografia negli anni '40? e, in generale, quanto si è semplificata la tecnica nel '900, rispetto a quella del dagherrotipista dell'800? E allora? Bisognava restare fermi là? Avedon, negli anni '40, scattava con fotocamere che erano macinini del caffè, rispetto a quelle iper-tecnologiche di oggi; ma le sue foto sono ancora straordinarie e attuali ai giorni nostri, dopo 70 anni. Oggi, con in mano una digitale, il valore di Avedon finirebbe per essere sminuito? Io credo di no perché, ancora oggi, tenere al collo una fotocamera figa è sufficiente solo per sentirsi "photographer", non per esserlo davvero.

Certo, meno diventa esclusivo l'utilizzo del mezzo e più è in discussione la necessità di professionisti che possano fornire servizi di qualità. Sarà sempre più difficile procurarsi di che vivere attraverso la fotografia. I motivi sono tanti, ma mi sembra davvero riduttivo indicare nel digitale la responsabilità di questa involuzione del mestiere. Piuttosto è in un’altra digitalizzazione, più globale, che bisogna cercarne l’innesco ( occhio, solo l’innesco ): sostanzialmente nella rete e nella sua velocità di trasmissione dei dati e delle informazioni.

Allora vogliamo dire che la rete è il male? Io non sono d’accordo, così come penso fosse anacronistico, all’epoca, considerare diabolico l’avvento dei trasporti, della stampa, della televisione, o di qualsiasi altro mezzo che velocizzasse la Comunicazione. Questi sono solo starter, acceleratori, ma io credo che le responsabilità, nel nostro caso, siano tutte dei fotografi. Sarà bene che nel nostro mondo, finalmente, ci si chieda quale sia il ruolo del fotografo professionista. 

La digitalizzazione è arrivata dappertutto. Perché allora un musicista non inveisce contro l’avvento degli strumenti elettronici, ma anzi li usa e ne sfrutta le potenzialità? perché la musica continua e continuerà, nonostante e oltre il digitale? Sì, lo so: la musica scaricata illegalmente, la crisi della discografia, e bla, bla, bla… ma sono in crisi e in trasformazione i meccanismi della commercializzazione e della distribuzione musicale; i musicisti professionisti continueranno a esistere. Perché loro sì e noi no?

Il motivo sta nel fatto che la musica di alta qualità, professionale, continuerà ad avere un senso e quindi un valore sul mercato; il pubblico, più o meno consapevolmente, continuerà a desiderare buona musica e a percepirne il valore. Perché per il musicista è sempre stato chiaro che l’oggetto del suo lavoro è la narrazione musicale e non la sua chitarra. Per cui cambiano gli strumenti, muta il mercato, si trasformano i meccanismi della distribuzione, ma nella sostanza il ruolo del musicista non è cambiato, che usi strumenti digitali o analogici: continuerà a usarli per creare il suo racconto e la sua Comunicazione. 

Il nostro invece è un mondo fatto di persone ( non vale per tutti, ovviamente ) che hanno sempre ignorato il loro ruolo di comunicatori, facendo oggetto del proprio esistere gli strumenti e la capacità di usarli. Senza costruire negli anni una competenza davvero più alta, difficilmente assimilabile da un “amatore”. Soprattutto, senza formare il proprio interlocutore al valore della fotografia e della Comunicazione di qualità, così che lui continui a sentire il bisogno della competenza che soltanto un vero professionista può avere. Cioè: il mondo della fotografia ha venduto, per troppo tempo, più fumo che arrosto.

In campo musicale un professionista si è fatto un mazzo tale e ha acquisito una competenza così ampia, che nessun dilettante potrà competere davvero con lui, quando si parla di lavori seri. Il mondo fotografico invece si è rilassato per decenni dietro gli strumenti: il banco ottico ce l’aveva solo il professionista, e così la mezzo formato. Molti hanno ritenuto che il possedere uno di questi strumenti, e il saper esporre e inquadrare correttamente, facesse di lui un fotografo. Il fotografo invece doveva e dovrebbe essere, prima che un tecnico, un esperto di Comunicazione. Occhio: non un “creativo” passionale, come malauguratamente noi spesso ci dipingiamo per sentirci artisti. Esperto di Comunicazione: cioè uno che quando sviluppa una produzione non inventa nulla, ma realizza con coerenza e in modo pertinente un progetto di Comunicazione, come lo sono un romanzo o un’opera musicale. Come uno chef è inattaccabile nella sua professionalità perché, non solo sa cucinare bene, ma sa usare le sue materie prime e le sue padelle con consapevolezza e coerenza, per creare una Comunicazione di gusto, di olfatto, di consistenze. 

Insomma: se il senso di esistenza del professionista fotografo è quello di saper usare lo strumento fotocamera, questo mestiere è già finito. Se invece saremo capaci di crescere come “narratori che usano la fotocamera per comunicare”, con competenza e capacità alte, allora, forse, uno spazio ci sarà ancora per questa professione. 

Il mondo fotografico, duole dirlo, è stato troppo spesso costituito da cialtroni che si sono auto-dichiarati professionisti per aver comperato un’Hasselblad o una Sinar, senza preoccuparsi di quale Comunicazione producessero usando quegli strumenti. Ora che l’Hasselblad e la Sinar non sono più indispensabili per fare ottime fotografie, il castello costruito sulla sabbia crolla trascinandosi dietro il settore intero, tutti compresi, e sembra troppo tardi per piangere.








domenica 2 febbraio 2014

INTERVISTA A DAVIDE CERATI SU PROGRESSO FOTOGRAFICO


E' ancora in edicola Progresso Fotografico di gennaio 2014, con una mia intervista di 6 pagine, fitte fitte di info e chiacchiere interessanti. 


La storica rivista compie 120 anni. Per me è un onore essere presente proprio in questa occasione perché sono cresciuto fotograficamente sulle sue pagine, da adolescente prima e da neo-professionista poi, tanti anni fa. Al link qui sotto il primo numero della rivista, del gennaio 1894; c'ho la mia età, ma giuro che non ero ancora nato…  :-)


http://multimedia.fotografia.it/IlProgressoFotografico/HTML/index.html








mercoledì 20 novembre 2013

19 novembre 2013 - QUESTO E' UN APPELLO

Ho molti amici in Sardegna; tanti fotografi, professionisti e fotoamatori, che in questi anni mi hanno trattato come un fratello, facendomi sentire a casa nella loro casa. E' a loro che parlo e lancio un appello. In momenti così tragici ci sono delle urgenze che passano davanti a tutto, evidentemente. Prima conta salvare il salvabile e tamponare laddove si può, recuperare, sostenere. Ma appena potrete usare la fotocamera fatelo: con discrezione, sensibilità e senza omettere interventi più urgenti, naturalmente, ma documentate quello che succede, fotografate le persone, gli avvenimenti, la lotta contro la tragedia, l'impegno per riprendersi e ripartire. Non fate soltanto fotografie nelle quali "si vede". Fotografate cercando di realizzare immagini belle, forti, soprattutto che raccontino. Belle perché la tragedia si sconfigge anche con la bellezza. Belle nella capacità di indagare e cogliere i  sentimenti, le sofferenze, i tormenti, le speranze. Non sentitevi cinici perché non c'è insensibilità nel documentare e raccontare onestamente. Anzi: farlo è un dovere e un compito importante. In questo momento girano soltanto fotografie e filmati realizzati con lo smartphone e va bene così; nella bagarre di queste ore la fotografia deve essere soprattutto immediata, anche a discapito della qualità e in questo senso le nuove tecnologie sono uno strumento fantastico di documentazione. Conta mostrare velocemente quello che succede perché tutti sappiano e possano condividere. Ma mai come in questi casi, appena possibile, dobbiamo sentire come un compito alto quello di mettere le nostre capacità e esperienze al servizio della memoria, del racconto. Le grandi immagini hanno sempre documentato gli avvenimenti storici, tragici o felici che fossero, e sono rimaste nella memoria, a monito e richiamo per il futuro. Qualcuno si è sentito, in quel momento, testimone di un avvenimento che bisognava assolutamente fermare in un'immagine per non essere dimenticato. Questo è un compito nobile, utile, della fotografia, che sempre più frequentemente dimentichiamo; ci stiamo abituando a pensare a questo strumento come a un mezzo che serve soltanto a mostrare quello che succede al momento, per essere poi velocemente dimenticato. Invece la buona fotografia, la bella fotografia, la grande fotografia, è quella che indaga, esplora, interpreta, raccontando al mondo e alla storia perché la storia, il mondo, non dimentichi. Sono cinico nel preoccuparmi della fotografia mentre tanti stanno lottando contro il fango e le proprie perdite? Io credo di no perché ritengo che la fotografia ci ha raccontato l'ultimo secolo come nessun altro mezzo è stato capace di fare nel passato; attraverso le immagini del '900 manteniamo la memoria di avvenimenti la cui realtà sarebbe altrimenti manipolabile e facilmente edulcorabile. Insomma: penso che abbiamo una grande arma a disposizione e dobbiamo assolutamente usarla. Ajooo!

sabato 16 novembre 2013

CANON LIVE EXPERIENCE 2013

Domenica 17 Novembre 2013 sarò presente all'evento CANON LIVE EXPERIENCE 2013 con due live shooting. 

Fotograferò su questi due set aperti al pubblico, uno dalle 13,30 alle 15,00 e l'altro dalle 18,00 alle 19,30. Sarò là intorno anche durante gli altri giorni, se qualcuno volesse fare 2 chiacchiere informali, ma per questo non posso dare orari.


CANON LIVE EXPERIENCE 2013 
17 Novembre 2013
Sala di posa IED - Via Bezzecca, 5 - Milano

Live set Davide Cerati, h. 13,30-15,00
Live set Davide Cerati, h. 18,00-19,30